अबिधानमाला


abidhānamālā-, sf. “collana di parole” dizionario

IAST devanāgarī traduzione riferimento
karman कर्मन् sn., √kṛ-, 1. atto, azione, lavoro, prestazione; 2. compito, dovere, obbligo; 3. azione precedente che porta a risultati inevitabili, destino (come la conseguenza certa delle azioni in una vita precedente). (Sani)
Questa parola ha molteplici significati, ma in special modo designa la serie causale che ci farà raccogliere nel corso delle vite successive il risultato di ciò che abbiamo fatto e pensato e che spiega la condizione di esistenza attuale in quanto determinata dall’operato trascorso. Il karman presuppone la distinzione tra soggetto, mezzo, oggetto, azione e frutto ed è perciò relegato nella sfera di māyā o de!l’avidyā; nella misura in cui determina merito (dharma) o demerito (adharma) si distingue in positivo e negativo. A causa del karman l’essere che non prende coscienza di sé in quanto ātman permane costretto nel perenne ciclo del divenire (sarhslira) passando da una condizione di coscienza-esistenza all’altra. Secondo il Vedanta vi sono tre tipi di karman: ligliminkarman, prarabdhakarman e sarhcitakarman. È anche una delle cate- gorie (padartha) del Cfr. Vivekacūḍāmani. (Parmenides)
īśo-2
kasya कस्य pr. int. gen. chi?, che cosa? seguito da iti. Senza iti perde il suo carattere interrogativo, di chi īśo-1
kasyasvid कस्यस्विद् pr. int. , forse … di qualcuno īśo-1
kurvat- कुर्वत् agg., √kṛ-, che fa, che agisce īśo-2
kṛ- कृ v. cl. 1-5-8, P.Ā., fare, compiere, realizzare, causare” īśo-2
kāunteya काउन्तेय voc. O figlio di kuntī, epiteto di arjuna bg 2-14