अबिधानमाला

abidhānamālā


abidhānamālā-, sf. “collana di parole” dizionario

IAST devanāgarī traduzione riferimento
magha- मघ sm. dono, ricompensa, premio; ricchezza, potere 1
maghavan- मघवन् agg. che possiede o distribuisce doni, generoso, munifico, liberale (spec. detto di indra e di altre divinità, ma anche degli istruttori di sacrifici che pagano i preti e i cantanti) a; 1
maṇḍala- मण्डल agg. circolare, rotondo< sn. sm. disco (spec. del sole o della luna); qualsiasi cosa rotonda; cerchio, globo, sfera;
divisione o libro del ṛgveda
 
mati- मति sf. devozione, preghiera, adorazione, inno, formula sacra a
manas- मनस् sn., mente, intelletto, intelligenza, comprensione, percezione, discernimento, coscienza, volontà;
√man- “mente”, mente individuata empirico-sensoriale, mente razionale-analitica, il mentale in genere; pensiero. Il manas è l’undicesimo indriya e la sede del senso dell’io (ahaṃkāra) o individualità. Il termine manas si applica soprattutto a quella parte della mente rivolta al mondo esterno ed è caratterizzato dalla coscienza empirica individuale. È una delle quattro facoltà dell’organo interno (antaḥkaraṇa). (Par.) —> manas
1; 2; 3
manu- मनु sm. √man, Intelligenza cosmica; manu è il nome di ciascuno dei patriarchi che presiede a un manvantara , immagine riflessa di brahmā che si esprime come il Legislatore primordiale e universale. Non è un personaggio né un mito, ma un Principio: è il prototipo dell’Uomo e rappresenta la funzione ordinatrice dell’Intelletto universale che assegna la sua Legge (dharma) a un ciclo di esistenza dell’umanità (manvantara). I Manu dei sette manvantara fin qui succedutisi sono: svāyaṁbhuva , svārociṣa, auttami , tāmasa, raivata, vaivasvata (o satyavrata). manu designa anche l’uomo,l’essere umano in quanto essere pensante, l’Uomo per eccellenza. (PAR) a
manurhita- मनुर्हित agg. amico degli uomini, buono per gli uomini a
manuṣya- मनुष्य agg. umano, virile, utile o amico all’uomo; sm. uomo, essere umano a
manyu- मन्यु sm. rabbia, furia, collera, indignazione (anche personificate, spec. come agni, kāma o come un rudra)
—> jñānābhyāsa
1; 2
manman- मन्मन् sn.pensiero, comprensione, intelletto, saggezza; espressione del pensiero, i.e. inno, preghiera, richiesta 1
marut- मरुत् sm pl. dèi della tempesta (compagni di indra, figli di rudra e di pṛśni); dio del vento, padre di hanumat e reggente del settore nord/ovest del cielo; vento, aria, soffio a
marta- मर्त sm. mortale, uomo 1
martya- मर्त्य mṛ- ; agg. che deve morire, mortale; sm. mortale, uomo, persona, il corpo 1
marya- मर्य sm. mortale, uomo, giovane, amante, corteggiatore; stallone; sm. pl., gente 1
मा avv., non, non che, affinch; non, che non sia; particella di proibizione o negazione 1; 2
mātari- मातरि sf. loc. sg. di mātr-, nella madre 1
mātariśvan मातरिश्वन् sm. “che cresce nella madre” (i.e. il bastoncino per accendere il fuoco), N. di Agni, aria, vento, brezza 1; a; b
mātrā- मात्रा sf., materia, mondo materiale (Mbh) 1
mātrāsparśa- मात्रास्पर्श sm., contatto materiale, combinazione di elementi materiali —> sparśa-, spṛś- 1
mitra- मित्र sm. amico, il dio mitra, che appare regolarmente insieme a varuṇa.
Un ‘amico’, ‘compagno’.’ Nel RV. e nell’AV., mitra è termine di genere maschile; in testi più tardi, soli- tamente, neutro. In questi due veda si ritrovano altre forme della medesima derivazione, quali mitrin, ‘unito da amicizia’, mitriya, ‘amichevolmente’, e mithuna, ‘coppia’. Tutti questi termini implicano un concetto di compatibilità, reciprocità, un particolare rapporto di mutua dipendenza, una comune aspirazione nell’esercizio delle funzioni individuali in ogni momento della vita. In senso politico, mitra si riferisce così al rapporto fra un sovrano e un alleato, il cui territorio confina con quello di un terzo governante, ritenuto nemico (ari) da entrambi. Nel RV. e nell’AV. si rivolgono spesso invocazioni collettive a mitra e i suoi compagni varuṇa e aryaman, o a mitra e varuṇa congiuntamente. In un inno (RV., III.59, 1), si indica il solo mitra come “colui che risveglia gli uomini allo spuntar del giorno e li incita al lavoro”. Le tre suddette divinità, inoltre, in quanto figli di aditi, vengono anche indicate con il loro matronimico di āditya (RV., X. 36, 3). Si usa offrire a mitra del burro che si sia prodotto spontaneamente, come per il movimento di un carretto, nonché dei chicchi di riso intatti, in quanto egli non arreca mai alcuna offesa a ciò che sia animato o inanimato, ed è dunque l’amico di tutti (ŚBr., v.3.2, 6-7). mitra e varuṇa “in virtù della Legge sostengono la Legge “, incoraggiando, inoltre, ogni proposito di disciplina interiore (RV, I.186, 2). Nel maṇḍala VII.66, 13-14, la legge assume un preciso significato morale, e i due dèi vengono descritti come “fedeli alla Legge, nati nella Legge, acerrimi nemici del falso”. In occasione dell’erezione di palazzi o di case bisogna rivolgere particolare venerazione a mitra. Originariamente, lo stesso mitra, savitar e sūrya erano considerati delle divinità individuali, ma nella più tarda mitologia le loro figure si fusero in una sola. Osservare fissamente un determinato oggetto con l’“occhio di mitra” è una tecnica rituale intesa a placare quell’oggetto, vale a dire a distruggere gli influssi maligni che possono accompagnarsi a esso.
mitra e varuṇa congiunti in un’unica figura divina, li si descrive di aspetto affascinante, giovani, raggianti, splendenti come il sole e tremendi; è per loro che viene spremuta la sacra pianta del soma (tait. saṃ. I,4,5). Gli dèi (deva) impartirono loro l’unzione di sovrani (ŚBr, V, 3,4,3). Potevano a volte assicurare dei figli, come si può rilevare dal riferimento al sacrificio che manu rivolse loro per ottenere un ottavo figlio, ancor più insigne dei primi sette (Mārk. P., 85,6-7, PI) (Stut.)
 
mīmāṃsa- मीमांस sf. “indagine profonda”, investigazione approfondita, indagine sistematica, discussione; opinione, disamina; esegesi. Il termine si applica in modo generico allo studio profondo dei veda con lo scopo di determinarne il senso e di trarne le conseguenze sia nella sfera pratica che in quella intellettuale. Comprende i due ultimi dei sei darśana, i quali vengono chiamati pūrva Mīmāṃsa, “Indagine anteriore” (karma mīmāṃsa o dharma mīmāṃsa), e uttara mīmāṃsa, “Indagine successiva” (brahma mīmāṃsa o śārīraka mīmāṃsa o vedānta). a
muni- मुनि sm. impeto, bramosia (?), chiunque sia mosso da un impulso interiore, persona ispirata o estatica, entusiasta; santo, saggio, veggente, asceta, monaco, devoto, eremita (spec. uno che ha fatto il voto del silenzio) a; b
músala- मुसल sm. sn. pestello, spec. pestello di legno usato per pulire il riso (AV) a
múhur- मुहुर् avv. all’improvviso, tutto in una volta, in un momento (RV, AV); per un momento, un momento (RV) a
mūrdhan- मूर्धन् sm. (vl. mūrdhvan), 1. fronte, testa in generale, cranio, (fig.) parte più alta o prima parte di qualsiasi cosa, cima, punta, sommità, fronte (di battaglia) (RV) 1
mṛḍ- मृड् vb. cl. 10 (unicamente nel Ved.) par., rendere felice, allietare, rendere contento. 1
mṛtyu- मृत्यु sm. sf., morte, il morire; morte personificata, dio della morte a
medha- मेध sm. succo della carne, brodo, bevanda che nutre o che rafforza (RV, ŚBr); sacrificio di animali, offerta, oblazione, qualsiasi sacrificio (specialmente iic.) (Mbh) 1
medhākāra- मेधाकार agg. che causa o genera l’intelligenza a