Sandhi

I testi in sanscrito, sia a stampa sia manoscritti, notano il fenomeno del "sandhi", ovvero saṃdhi (porre insieme, unione), che può modificare la forma iniziale e/o finale delle parole, in conseguenza dell'incontro di queste con quanto immediatamente precede e quanto immediatamente segue all'interno della frase.
Questa è una pratica peculiare del sanscrito, poiché nella tradizione delle altre lingue non è comune notare le modificazioni che le forme grammaticali possono subire quando entrano nel nastro fonico del discorso. Di fatto il sandhi è un fenomeno naturale in tutte le lingue, e si verifica ogniqualvolta un suono entri in stretto contatto con un altro suono, tanto da esserne influenzato.

Applicato al sanscrito, però, tale fenomeno:
a. è stato notato in maniera puntuale dai grammatici che l'hanno reso oggetto di studio sistematico;
b. è sempre segnalato nella grafia.

Anche le altre lingue subiscono fatti di sandhi, ma questi non sono notati nella grafia, se non parzialmente.
Spesso i testi in sanscrito, sia a stampa sia manoscritti, e specialmente se in versi, tutte le parole sono riportate in scriptio continua. Bisogna quindi saper distinguere tra: a) forme che hanno subito fatti di sandhi; b) forme che sono semplicemente state unite nella grafia senza aver subito alcuna modificazione. Il sandhi è un fenomeno fonico prima che grafico.

Ashok Aklujkar, Corso di sanscrito, Hoepli

 

 

 

Griglie dei sandhi esterni - elaborate dal Prof. Giotto Canevascini

Sandhi vocali

 

Sandhi consonanti