ṛgveda X, 97



yā oṣadhīḥ pūrvā jātā devebhyastriyugam purā |
manai nu babhrūṇāmaham śatam dhāmāni sapta ca ||1||
Le piante che sono nate tempo addietro tre ere prima degli dei.
Io dichiarerò adesso le cento forme e sette delle (piante, erbe, rampicanti) marrone scuro.

śataṃ vo amba dhāmāni sahasram uta vo ruhaḥ |
adhā śatakratvo yūyam imam me agadaṃ kṛta ||2||
O madre, cento sono le vostre forme e mille i vostri germogli.
O voi dai cento poteri, concedetemi dunque di rendere costui libero dalle malattie – voc.

oṣadhīḥ prati modadhvam puṣpavatīḥ prasūvarīḥ |
aśvāḥ iva sa jitvarīr vīrudhaḥ pārayiṣṇuvaḥ ||3||
Rallegratevi in presenza delle piante fiorite e fruttuose (ricche di germogli, di giovani getti).
Come cavalle vittoriose, le piante conducono al successo.

oṣadhīr iti mātaras tad vo devīr upa bruve |
saneyam aśvaṃ gāṃ vāsa ātmānaṃ tava pūruṣa ||4||
Piante, o madri divine, così chiamandovi con questo (nome), o dee.
Che io possa ottenere cavallo, vacca, veste e la tua essenza, o uomo.

aśvatthe vo niṣadanam parṇe vo vasatiṣ kṛtā |
gobhāja it kilāsatha yat sanavatha pūruṣam ||5||
Nel fico sacro la vostra sede, nella Butea Frondosa (è ) fatta la vostra dimora.
Sarete vincitrici di bestiame/guadagnerete bestiame se concederete a quest’uomo (la salute).

yatrauṣadhīḥ samagmata rājānaḥ samitāv iva |
vipraḥ sa ucyate bhiṣag rakṣohāmīvacātanaḥ ||6||
Dove le piante si riuniscono come i Re nel consiglio,
(lì) il sacerdote che uccide i rākṣasa, che conduce via la malattia è chiamato/designato medico

aśvāvatīṃ somāvatīm ūrjayantīm udojasam |
āvitsi sarvā oṣadhīḥ asmai ariṣṭatātaye||7||
La ricca di cavalli, la ricca di soma, la rinforzante, la straordinariamente potente (fa riferimento a tre piante),
Tutte le erbe ho trovato a costui per la sua salvezza.

ucchuṣmā oṣadhīnāṃ gāvo goṣṭhād iverate |
dhanaṃ saniṣyantīnām ātmānaṃ tava pūruṣa||8||
Le virtù delle erbe prorompono come i bovini dalla stalla
Desiderose di ottenere una ricompensa (che devono ottenere una ricompensa), il tuo spirito, o uomo.

iṣkṛtir nāma vo mātātho yūyaṃ stha niṣkṛtīḥ |
sīrāḥ patatriṇī sthana yad āmayati niṣkṛtha||9||
Vostra madre di nome (fà) guarigione perciò voi siete rimozione (della malattia)
Siete (come) aratri alati (dotati di vomere), eliminate ciò che causa la malattia.

ati viśvāḥ pariṣṭhā stena iva vrajam akramuḥ |
oṣadhīḥ prācucyavur yat kiṃ ca tanvo rapaḥ ||10||
Sono passate oltre tutti gli ostacoli come un ladro (oltrepassa) la recinzione dell’ovile
Le piante hanno rimosso qualunque malattia dal corpo.

yad imā vājayann aham oṣadhīr hasta ādadhe |
ātmā yakṣmasya naśyati purā jīvagṛbho yathā ||11||
Quando io, desideroso di vittoria, prendo in mano queste piante.
Lo spirito della malattia fugge come (se fuggisse) prima che lo si prenda vivo.

yasyauṣadhīḥ prasarpathāṅgam aṅgam paruṣ paruḥ |
tato yakṣmaṃ vi bādhadhva ugro madhyamaśīr iva ||12||
O erbe, vi diffondete di membra in membra, di giuntura in giuntura di/da colui il quale
Da lì scacciate la malattia come un potente che sta nel mezzo (richiamo figurativo ad indra?).

sākam yakṣma pra-pata cāṣeṇa kikidīvinā |
sākaṃ vātasya dhrājyā sākam naśya nihākayā ||13||
O malattia, vola via insieme al picchio blu e alla ghiandaia blu
Svanisci insieme alla folata di vento e alla tempesta .

anyā vo anyāmavatvanyānyasyā upāvata |
tāḥ sarvāḥ saṃvidānā idam me prāvatā vacaḥ ||14||
Aiutatevi l’un l’altra, abbiate cura una dell’altra
Tutte d’accordo soccorrete/venite in aiuto di questa mia parola.

yāḥ phalinīryā aphalā apuṣpā yāśca puṣpiṇīḥ |
bṛhaspatiprasūtāstā no muñcantvaṃhasaḥ ||15||
Le provviste di frutti, quelle senza frutti, le senza fiori e quelle provviste di fiori
Queste, stimolate da Bṛhaspati, ci liberino dall’angoscia.

muñcantu mā śapathyādatho varuṇyāduta |
atho yamasya paḍbīśātsarvasmāddevakilbiṣāt ||16||
Mi liberino dalla piaga che dipende dalla maledizione e allo stesso modo da (ciò) che proviene da varuṇa
Allo stesso modo (mi liberino) dalla catena di Yama e da ogni offesa verso gli Dei.

avapatantīravadandiva oṣadhayaspari |
yaṃ jīvamaśnavāmahai na sa riṣyāti pūruṣaḥ ||17||
Volando giù dal cielo le piante dissero:
“L’uomo che noi raggiungeremo vivo non soffrirà”.

yā oṣadhīḥ somarājñīrbahvīḥ śatavicakṣaṇāḥ |
tāsāṃ tvamasyuttamāram kāmāya śam hṛde ||18||
Le numerose piante dalle cento forme che hanno per Re soma,
Di quelle tu sei la migliore, pronta al desiderio, piacevole al cuore.

yā oṣadhīḥ somarājñīrviṣṭhitāḥ pṛthivīmanu |
bṛhaspatiprasūtā asyai saṃ datta vīryam ||19||
Le piante che hanno soma per Re sparse sulla/ lungo la terra,
Stimolate da bṛhaspati, conferite tutta la forza a questa (qui).

mā vo riṣatkhanitā yasmai cāhaṃ khanāmi vaḥ |
dvipaccatuṣpadasmākaṃ sarvamastvanāturam ||20||
Non fate del male al vostro scavatore e a colui per il quale vi scavo,
Il bipede, il quadrupede (che appartiene) a noi, sia tutto senza sofferenza.

yāścedamupaśṛṇvanti yāśca dūram parāgatāḥ |
sarvāḥ saṃgatya vīrudho’syai saṃ datta vīryam ||21||
Quelle che ascoltano questo (discorso/parola) e quelle che sono andate lontano,
Tutte riunite, o piante, conferite tutta la forza a questa .

oṣadhayaḥ saṃ vadante somena saha rājñā |
yasmai kṛṇoti brāhmaṇastaṃ rājanpārayāmasi ||22||
Le piante si accordano con il “soma” sovrano e dicono ,
“O sovrano, salviamo colui per il quale il bramhano effettua il sacrificio”.

tvamuttamāsyoṣadhe tava vṛkṣā upastayaḥ |
upastirastu so’smākaṃ yo asmām̐ abhidāsati ||23||
Tu sei la migliore, o erba, gli alberi sono tuoi subordinati,
Lascia che sia nostro subordinato colui che ci tratta come nemici.