īśopaniṣad 8



स पर्यगाच्छुक्रमकायमव्रणमस्नाविरंशुद्धम् अपापविद्धम् ।
कविर्मनीषी परिभूः स्ययम्भूर्याथातथ्यतोऽर्थान्व्यदधाच्छाश्वतीभ्यः समाभ्यः ॥ ८ ॥


sa paryagācchukramakāyamavraṇamasnāviraṃśuddham apāpaviddham |
kavirmanīṣī paribhūḥ syayambhūryāthātathyato’rthānvyadadhācchāśvatībhyaḥ samābhyaḥ ||8||

Traduzione parola per parola
In cui (yasmin), proprio così (eva), il Soffio vitale (ātmā) è divenuto (abhūt) tutti gli esseri (sarvāṇi bhūtāni) con la conoscenza (vijānataḥ);
Quindi (tatra), perché (kaḥ) il turbamento (mohaḥ)? perché (kaḥ) il dolore (śokaḥ) di vedere (anupaśyataḥ) l’unicità (ekatvam)?

Traduzioni:

Carlo della Casa, Upaniṣad, Utet 1976
Egli è diventato il primo principio [dell’universo], incorporeo, invulnerabile, senza organi, puro, non tocco dal male.
Saggio vate, onnipresente, nato da se stesso, [l’Assoluto nella sua personificazione come Brahmā] ha ordinato dall’eternità le cose secondo la loro essenzialità.

Louis Renou, L’Hindouisme, PUF 1951
(L’ātman) entoure ce qui est lumineux, incorporel, exempt de blessures et de ligaments, pur, non percé par le mal.
Voyant, sage, omniprésent, spontané, il a disposé comme il faut les choses pour les années successives.

Raphael, Upaniṣad, Bompiani 2010
Quegli è dappertutto [essendone il fondamento], luminoso, privo di forma corporea, immune dalle offese procurate al corpo, senza muscoli, puro e non leso dall’errore;
onnisciente, regolatore della mente, onniesistente, autoesistente, debitamente assegnò i ruoli ai permanenti enti regolari [essendo puro Testimone (=sākṣin)]
Raphael, Cinque Upaniṣad, Āśram vidya 1974

Egli [il Sé] tutto include; risplendente, incorporeo, privo di difetti, senza organi, puro e libero dal male,
Vate, Pensatore [Pura intelligenza], Onnipenetrante, autoesistente, ha disposto tutte le cose conformemente a verità per tutto il tempo a venire.1

Aurobindo, Sri Aurobindo Ashram Trust 2003
It is He that has gone abroad — That which is bright, bod- iless, without scar of imperfection, without sinews, pure, unpierced by evil. The Seer, the Thinker , the One who becomes everywhere, the Self-existent has ordered objects perfectly according to their nature from years sempiternal. 2


Pio Filippani Ronconi, Upaniṣad antiche e medie, Boringhieri 1960
Egli si è diffuso, luminoso, incorporeo, senza difetti, senza organi, puro, invulnerabile al male. Il vate [kavi], il pensatore [manīṣin], colui che tutto diviene [paribhū], l’autogeno [svayambhū] ha ordinato le cose secondo la loro essenzialita da evi infiniti.


saḥ, pron. m. nom. sg. di tad, egli, questo
paryagāt vb. 3ª p. aor. di pari√gā, pervase
pari√gā, vb.cl. 3 P., girare o penetrare, girare intorno a, pervadere
v. cl. 3 P., andare, vernire, dirigersi verso
pari- avv. in giro, attorno, intorno
śukram, agg. acc. sg. di śukra-, √śuc-, risplendente, luminoso, chiaro, puro
śuc- v. cl. 1 P., splendere, brillare, ardere, sfolgorare, scintillare akāyam, agg. acc. sg. di akāya-, incorporeo

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tatra, avv.(corr. di yatra, usato per il loc. sg. du. e pl. di tad) in quel luogo, là, in ciò, in quel caso, allora, perciò kaḥ, pr. int. nom. sg. di kim, che cosa? come? da dove? perché?

mohaḥ, sm. nom. sg. di moha; perdita di coscienza,sbalordimento, perplessità, inganno, errore, follia
√muh-, v. cl. 4 P., divenire stordito o incosciente, essere sbalordito o perplesso, errare
kaḥ, pr. int. nom. sg. di kim, che cosa? come? da dove? perché?
śokaḥ, sm. nom. sg. di śoka-, √śuc-, fiamma, calore, dolore, tristezza, angoscia
śuc-, vb. cl.1 P., splendere, brillare, soffrire un dolore o un caldo violento, essere angosciato o affilitto
ekatvam, sn. acc. sg. di ekatva- singolarità, unità, unione, coincidenza, identità
anupaśyataḥ, sm.n. abl./gen. di anupaśyat, da anu√dṛś-, che vede, che percepisce

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NOTE:

  1. Il Sé è l’origine di tutto e ha disposto le cose secondo certe modalità esistenziali. L’ātman-brahman compenetra tutto senza peraltro esserne toccato o menomato.
     

  2. There is a clear distinction in Vedic thought between kavi, the seer, and manīsī, the . thinker. The former indicates the divine supra-intellectual Knowledge which by direct vision and illumination sees the reality, the principles and the forms of things in their true relations, the latter the labouring mentality which works from the divided consciousness through the possibilities of things downward to the actual manifestation in form and upward to their reality in the self-existent Brahman.