ṛgveda X, 121



10 versi, metro triṣṭubh



यं क्रंद॑सी॒ अव॑सा तस्तभा॒ने अ॒भ्यैक्षे॑तां॒ मन॑सा॒ रेज॑माने ।
यत्राधि॒ सूर॒ उदि॑तो वि॒भाति॒ कस्मै॑ दे॒वाय॑ ह॒विषा॑ विधेम ॥

yám krándasī ávasā tastabhāné abhyáikṣetām mánasā réjamāne|
yátrā́dhi sū́ra údito vibhā́ti kásmai devā́ya havíṣā vidhema ||6||

yam ǀ krandasī iti ǀ avasā ǀ tastabhāne iti ǀ abhi ǀ aikṣetām ǀ manasā ǀ rejamāne iti ǀ
yatra ǀ adhi ǀ sūraḥ ǀ utitaḥ ǀ vibhāti ǀ kasmai ǀ devāya ǀ haviṣā ǀ vidhema ǁ

Traduzione di Saverio Sani
Egli è colui verso il quale hanno rivolto il loro sguardo, an­cora tremanti nell’animo, le due masse, fissate grazie alla sua protezione; egli è colui sul quale trova sostegno e splende in ogni direzione il sole una volta sorto:
a quale mai altro dio dovremmo noi offrire la nostra adora­zione per mezzo dell’oblazione?

Traduzione di Valentino Papesso
[Colui] al quale (yam) le due schiere (krandasī), sostenute (tastabhāne) dalla sua protezione (avasā), guardano (aikṣetām) tremando (rejamāne) nell’animo (manasā); sul quale (yatra) (sostenuto) risplende (vibhāti) il sole (sūraḥ) quando spunta (utitaḥ):
a qual (kasmai) dio (devāya) dobbiamo fare omaggio (vidhema) con l’oblazione (haviṣā)?

Traduzione di Jamison-Brereton
Toward whom the two battle lines [=heaven and earth] looked, steadied with his help, though trembling in mind, (those) upon which the risen sun radiates.
Who is the god to whom we should do homage with our oblation?


yam = pron. acc. s. m. di yad-, il quale
krandasī = sn. nom. du. di krandas-, due che combattono sfidandosi (RV).
avasā = sn. n. str. sg. di avas-, favore, protezione, assistenza (RV; AV);
tastabhāne = vb. nomin. perf. nom. du. di stabh-, velare di stambh-, fissare fermamente, dare supporto, sostenere, sorreggere (spec. il cielo); 2. dare sup- porto
abhi = avv., verso, a. in direzione di
aikṣetām = vb. cl. 1, imperf. 3ª p. du di √īkṣ-, guardare, vedere, osservare; 2. sorvegliare, custodire
manasā = sn, str. sg. di manas-, mente (nella sua accezione più ampia, applicata a tutte le potenze mentali), intelletto, intelligenza, comprensione, percezione, senso, coscienza, volontà ecc. ecc. (in filosofia l’organo interno o antaḥ-karaṇa- della percezione e della cognizione, la facoltà o lo strumento attraverso il quale i pensieri entrano o con il quale gli oggetti di senso influiscono sull’anima
rejamāne = vb. nomin. perf. nom. du. di rej-, far tremare o scuotere (RV);


yatra = avv. nel o al quale luogo, dove, in cui, ovunque
adhi = avv. pref. di verbi e nomi che significa “sopra, su, oltre”.
sūraḥ = sm. nom. sg. di sūra-, sole
utitaḥ = vb. nominale, nom. sg. di √i-, sorgere da, venire da
vibhāti = vb. pres. ind. di vi-√bhā-, splendere, brillare, venire alla luce, diventare visibile, apparire; 2. illuminare; 3. accendere, infiammare; 4. essere splendido,
kasmai = pr. inter. dat. di ka- 1. chi?, che cosa? (nella decl. ka segue il pr. tad eccetto che al nom. e acc. sg. n., dove kim ha preso il posto di kad o kat in sanscrito classico; nei Veda si trova l’antica forma kad).
devāya = sm. dat. sg. di deva-, a Dio
haviṣā = sn. str. sg. 1. oblazione offerta sul fuoco
vidhema = vb. 1° p. pl. pres. ott. di √vidh-, vb. cl. 6 P. vidhati: 1. adorare, onorare un dio (dat., loc., acc.) con (str.), presentare in modo reverenziale, offrire, dedicare;

< >