ṛgveda X, 121



10 versi, metro triṣṭubh



यश्चि॒दापो॑ महि॒ना प॒र्यप॑श्य॒द्दक्षं॒ दधा॑ना ज॒नयं॑तीर्य॒ज्ञं ।
यो दे॒वेष्वधि॑ दे॒व एक॒ आसी॒त्कस्मै॑ दे॒वाय॑ ह॒विषा॑ विधेम ॥

yáścidā́po mahinā́ paryápaśyaddákṣam dádhānā janáyantīryajñám|
yó devéṣvádhi devá éka ā́sītkásmai devā́ya havíṣā vidhema ||8||

yaḥ ǀ cit ǀ āpaḥ ǀ mahinā ǀ paryapaśyat ǀ dakṣam ǀ dadhānāḥ ǀ janayantīḥ ǀ yajñam ǀ
yaḥ ǀ deveṣu ǀ adhi ǀ devaḥ ǀ ekaḥ ǀ āsīt ǀ kasmai ǀ devāya ǀ haviṣā ǀ vidhema ǁ

Traduzione di Saverio Sani
Egli è colui che nella sua potenza ha abbracciato con lo sguardo le Acque portatrici del principio vitale maschile e generatrici del sacrificio”; egli è colui che fra gli dèi era l’unico dio:
a quale mai altro dio dovremmo noi offrire la nostra adora­zione per mezzo dell’oblazione?

Traduzione di Valentino Papesso
Colui (yaḥ) che per la sua grandezza (mahinā) abbracciò con lo sguardo (paryapaśyat) le acque (āpaḥ), recanti in sé (dadhānāḥ) la capacità creativa (dakṣam), generanti (janayantīḥ) il sacrificio (yajñam); il quale (yaḥ) fu (āsīt) unico (ekaḥ) dio (devaḥ) tra gli dèi (deveṣu):
a qual (kasmai) dio (devāya) dobbiamo fare omaggio (vidhema) con l’oblazione (haviṣā)?

Traduzione di Jamison-Brereton
Who by his greatness surveyed the waters receiving (ritual) skill (as an embryo) and giving birth to the sacrifice; who, the god over gods, alone existed.
Who is the god to whom we should do homage with our oblation?


yaḥ = pron. nom. s. di yad-, egli, il quale ;
cit = cid-, ptc. 1. pure, in vero, anche, perfino (spesso riveste semplicemente la funzione di sottolineare una parola precedente; determina l’accentazione del verbo che la precede);
āpaḥ = sn. nom. pl. di ap-, sf. (ved. sia al sg. che al pl., ma in sanscrito classico solo al pl.) 1. acqua; 2. acqua considerata come divinità; 3. aria, regione intermedia (Nigh);
mahinā = sn. str. sg. di mahi-, agg. grande (RV; AV);
paryapaśyat = vb. imp. sg. di pari√dṛś-, guardare verso, vedere, scorgere, considerare, giudicare, scoprire, conoscere; pass. paridrsyate: essere osservato o percepito, apparire, divenire visibile
dakṣam = agg. m. acc, sg. di dakṣa-,1. capace, abile, adatto, accorto, competente, intelligente, ingegnoso, assiduo, attivo, perspicace (RV) ;
dadhānāḥ = vb. nomin. nom. pl. di √dhā-, I. porre, collocare, porre in o sopra (loc.); 2. prendere o portare o aiutare (loc. o dat.);
janayantīḥ = vb. nomin. nom. pl. di √jan-, generare, procreare, produrre, creare, causare:;
yajñam = sm. acc. sg. di yajña-, ;


yaḥ = pron. nom. s. di yad-, il quale ;
deveṣu = sm. loc. pl. di deva-, deva, divinità.
adhi = avv. pref. di verbi e nomi che significa “sopra, su, oltre, di conseguenza”.
devaḥ = sm. nom .sg. di deva-, divinità;
ekaḥ = sm. nom. sg. di eka- uno, unico
āsīt = vb. 3a p. sg. ind. imp. di √as-, essere; fu
kasmai = pr. inter. dat. di ka- 1. chi?, che cosa? (nella decl. ka segue il pr. tad eccetto che al nom. e acc. sg. n., dove kim ha preso il posto di kad o kat in sanscrito classico; nei Veda si trova l’antica forma kad).
devāya = sm. dat. sg. di deva-, a Dio
haviṣā = sn. str. sg. 1. oblazione offerta sul fuoco
vidhema = vb. 1° p. pl. pres. ott. di √vidh-, vb. cl. 6 P. vidhati: 1. adorare, onorare un dio (dat., loc., acc.) con (str.), presentare in modo reverenziale, offrire, dedicare;

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