ṛgveda X, 121



10 versi, metro triṣṭubh



मा नो॑ हिंसीज्जनि॒ता यः पृ॑थि॒व्या यो वा॒ दिवं॑ स॒त्यध॑र्मा ज॒जान॑ ।
यश्चा॒पश्चं॒द्रा बृ॑ह॒तीर्ज॒जान॒ कस्मै॑ दे॒वाय॑ ह॒विषा॑ विधेम ॥

mā́ no hiṃsījjanitā́ yáḥ pṛthivyā́ yó vā dívam satyádharmā jajā́na|
yáścāpáścandrā́ bṛhatī́rjajā́na kásmai devā́ya havíṣā vidhema ||9||

mā ǀ naḥ ǀ hiṃsīt ǀ janitā ǀ yaḥ ǀ pṛthivyāḥ ǀ yaḥ ǀ vā ǀ divam ǀ satya-dharmā ǀ jajāna ǀ
yaḥ ǀ ca ǀ apaḥ ǀ candrāḥ ǀ bṛhatīḥ ǀ jajāna ǀ kasmai ǀ devāya ǀ haviṣā ǀ vidhema ǁ

Traduzione di Saverio Sani
Possa non danneggiarci quello che è il creatore della terra, quello dalle ordinanze veritiere che ha creato il cielo, quel­lo che ha generato le splendide immense Acque:
a quale mai altro dio dovremmo noi offrire la nostra adora­zione per mezzo dell’oblazione?

Traduzione di Valentino Papesso
Non () ci faccia male (hiṃsīt) colui (yaḥ) che è stato il generatore (janitā) della terra (pṛthivyāḥ), il quale (yaḥ) ha generato (jajāna), egli i cui statuti sono veraci (satyadharmā), il cielo (divam); il quale (yaḥ) ha generato (jajāna) le acque (apaḥ) scintillanti (candrāḥ), grandi (bṛhatīḥ):
a qual (kasmai) dio (devāya) dobbiamo fare omaggio (vidhema) con l’oblazione (haviṣā)?

Traduzione di Jamison-Brereton

Let him not do us harm—he who is the progenitor of earth or who, with foundations that are real, engendered heaven, and who engendered the gleaming, lofty waters.
Who is the god to whom we should do homage with our oblation?


= avv. 1. non, non che, affinché non. che non sia (RV) ;
naḥ = pron. acc. pl.,di aham, noi;
hiṃsīt = vb. cl. 1 aor. ing. di √hiṃs-, danneggiare, ferire, uccidere, distruggere; pass, himsyate: essere ferito o ucciso;
janitā = sm. nom. sg. di janitṛ-, progenitore, padre (RV; VS: AV; ChUp; SvetUp; Pancat);;
yaḥ = pron. nom. s. di yad-, egli, il quale ;
pṛthivyāḥ = sf. gen. sg. f. di pṛthivī-, terra o vasto mondo, personificato e spesso invocata insieme al cielo (RV); 2. terra, terreno, suolo (RV);
yaḥ = pron. nom. s. di yad-, egli, il quale ;
= cong. (non compare mai all’inizio di frase ed è posposto al termine cui si riferisce) 1. o, oppure (usato spesso in frasi disgiuntive va…va, “o…o”, na va…va o na…va, “né…neppure”); 2. spesso usato in combinazione con altre particelle come atha, atho, uta, kim, yad, yadi-.
divam = sm. (ra. sf. in Ved), sf. (nel sanscrito più tardo) cielo (nom. dyaus): sm. (ra. sn.) 1. giorno, 2. splendore, lucentezza (RV)
satyadharmā = agg. nom. sg, m. di satyadharma-, i cui decreti sono veri; sm. I. legge della verità, verità eterna, ;
jajāna = vb. cl. 1. 3ª p. sg. ind. perf. di jan-, generare. procreare, produrre, creare, causare;


yaḥ = pron. nom. s. di yad-, il quale ;
ca = ptc. e
apaḥ = sn. nom. pl. di ap-, sf. (ved. sia al sg. che al pl., ma in sanscrito classico solo al pl.) 1. acqua; 2. acqua considerata come divinità; 3. aria, regione intermedia (Nigh).
candrāḥ = agg. acc. pl. di candra-, agg. luccicante, splendente, brillante (come oro), che ha la brillantezza o il colore della luce (detto degli Dei dell’acqua , RV X, 121, 9) e del soma (RV; VS; TS VI; TBr 1);
bṛhatīḥ = agg. acc. pl. f. di bṛhat-, agg. 1. elevato, alto, grande, largo, vasto, esteso, abbondante, compatto, solido, massiccio, forte, potente (RV);
jajāna = vb. cl. 1. 3ª p. sg. ind. perf. di jan-, generare. procreare, produrre, creare, causare;
kasmai = pr. inter. dat. di ka- 1. chi?, che cosa? (nella decl. ka segue il pr. tad eccetto che al nom. e acc. sg. n., dove kim ha preso il posto di kad o kat in sanscrito classico; nei Veda si trova l’antica forma kad).
devāya = sm. dat. sg. di deva-, a Dio
haviṣā = sn. str. sg. 1. oblazione offerta sul fuoco
vidhema = vb. 1° p. pl. pres. ott. di √vidh-, vb. cl. 6 P. vidhati: 1. adorare, onorare un dio (dat., loc., acc.) con (str.), presentare in modo reverenziale, offrire, dedicare;

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