Grammatica sanscrita

la parola


IV. - Avverbi

74- Le parole (invariabili) appartenenti a questa categoria sono di varia origine. Possiamo distinguere :
a) Quelli che in sanscrito sono privi di etimologia (cioè: quelli che non derivano da una radice verbale); quindi: punar “di nuovo”, antar “in, tra, nel mezzo, all’interno”, evam “così, in questo modo, in tal maniera”, ecc.
b) Quelli che sono formati da qualsiasi radicale con un suffisso speciale; così, con il suffisso °thā, si avrà: anya-thā “altrimenti, in maniera diversa” (sull’agg. pronominale anya- “altro, diverso, differente”), viśva-thā “in ogni modo, in ogni tempo” (sull’agg. pron. viśva- “tutto, ogni, ognuno”); con il suffisso °dhā: dvi-dhā “in due vie, modi o parti, doppiamente, separatamente” (tri-dhā “in tre modi”, catur-dhā “in quattro modi”, ecc.); con il suffisso °vat: dhūma-vat “fumoso, fumante”, brāhmaṇa-vat “ connesso con un brahmaṇa”, posseduto da o in conforminta con un brahmaṇa, corretto; ecc.
c) Nomi fissi per un determinato caso: spesso accusativi singolari, ma anche strumentali, ablativi, ecc. Per esempio: kāmam “secondo il prorio desiderio, secondo la propria inclinazione, a piacere” (acc. di kāma- “desiderio”), nityam “costantemente” (acc. di nitya- “continuo, perpetuo, eterno “), ṛtam “giustamente” (acc. da ṛta- “proprio, giusto, adatto”); dakṣiṇena “a destra” (str. di dakṣiṇa- “diritto, retto, onesto, Sud”), tasmāt “da quello, sotto quell’aspetto, perciò, dunque” (abl. del dimostrativo ta- , cfr. 99 a).
Spesso si tratta di composto con un primo elemento invariabile: svalpena “in poco tempo” (str. di alpa- “breve, per poco” preceduto da suº “buono, eccellente, giusto”, v. 65), yathākāmam “conforme al desiderio, che agisce secondo il desiderio, come si vuole, a piacere” (kāmam, come sopra, e yathā conj. “nel quale modo, a seconda che, come”), ecc.