īśopaniṣad svasti mantra



ओं | पूर्णमदः पूर्णमिदं पूर्णात्पूर्णमुदच्यते ।
पूर्णस्य पूर्णमादाय पूर्णमेवावशिष्यते ।




oṃ pūrṇamadaḥ pūrṇamidaṃ pūrṇātpūrṇamudacyate |
pūrṇasya pūrṇamādāya pūrṇamevāvaśiṣyate |
oṃ śānthiḥ śānthiḥ śānthiḥ ||0||


Traduzione parola per parola
Oṃ. Quello (adaḥ) [è] pienezza (pūrṇam-1), questo (idam) [è] pienezza (pūrṇam-2).
La pienezza (pūrṇam-3) è causata (udacyate) dalla pienezza (pūrṇāt).

La pienezza (pūrṇam-4) che riceve [o che prende] (ādāya) la pienezza (pūrṇam-5) della pienezza (pūrṇasya), esattamente così (eva) è rimasta (avaśiṣyate).
oṃ śāntiḥ śāntiḥ śāntiḥ

Traduzioni:

Carlo della Casa, Upaniṣad, Utet 1976
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Louis Renou, L’Hindouisme, PUF 1951

Plein là-haut, plein ici, le plein est puisé du plein: quand on a pris le plein du plein, le plein demeure1. Paix! Paix! Paix!

Raphael, Upaniṣad, Bompiani 2010
Quello è Pienezza, questo è pienezza. La pienezza deriva dalla Pienezza. Attinta la pienezza dalla Pienezza, resta ancora la Pienezza.
Oṃ śāntiḥ śāntiḥ śāntiḥ

Raphael, Cinque Upaniṣad, Āśram vidya 1974
OM! Quello è pienezza. Questo è pienezza. La pienezza nasce dalla sua pienezza: Tutto ciò che esiste è pienezza. OM! Pace, Pace, Pace. 2

Aurobindo, Sri Aurobindo Ashram Trust 2003
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Martine Buttex, 108 upaniṣad, Dervy 2012
Oṃ! Cela est plénitude, ceci est plénitude;
De la plénitude, naît la plénitude.
Quand la plénitude est extraite de la plénitude,
Ce qui reste est plénitude, indéniablement.
Oṃ! Que la paix soit en moi, que la paix gagne mon environnement, que la paix soit en les forces qui agissent sur moi.

om, indecl. parola di solenne affermazione e di rispettoso assenso, a volte tradotta con “sì, veramente, così sia (è posta al principio della maggior parte delle opere hindū; come sacra esclamazione può essere pronunciata all’inizio e alla fine di una lettura dei Veda o prima di ogni preghiera; viene considerata anche come particella di saluto propizio; om appare per la prima volta nelle Upaniṣad come monosillabo mistico e lì viene stabilizzata come oggetto di profonda meditazione religiosa, il più alto in efficacia spirituale attribuito non solo alla parola intera, ma anche ai tre suoni a, u, m, che la costituiscono; in tempi più tardi om è ilo nome mistico della triade hindū e rappresenta l’unione di tre divinità: a = Viṣṇu, u = Śiva, m = Brahmā; la parola om è di solito chiamata Praṇava, più raramente Akṣara o Ekākṣara, solo in tempi più recenti Oṃkāra).
pūrṇam (1), sn. acc. di pūrṇa-, pienezza, copia, abbondanza
adaḥ, pr. nom. sg. n. di adas-, quello
pūrṇam (2), sn. acc. di pūrṇa-, pienezza, copia, abbondanza
idam, pr. nom. sg. n. diidam-, questo, questo qui
pūrṇāt, sn. abl. sg. di pūrṇa, dalla pienezza
pūrṇam (3), sn. nom. di pūrṇa-, pienezza, copia, abbondanza
udacyate, 3ª p. pres. pass. di √udañc-, è causato, è attuato
√udañc-, v. cl. 1 P., causare, attuare

pūrṇasya, sn. gen. di pūrṇa-, della pienezza, copia, abbondanza
pūrṇam (4), sn. nom. di pūrṇa-, pienezza, copia, abbondanza
ādāya, agg. ifc. dat. n., che prende, che riceve
pūrṇam (5), sn. acc. di pūrṇa-, pienezza, copia, abbondanza
eva, avv. così, proprio così, esattamente così
avaśiṣyate, vb. pass. di √avaśiṣ, essere lasciato come rimanente, rimanere

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NOTE:

  1. C’est à dire le brahman tel qu’il apparaît dans le monde sensible émane du brahman transcendant, lequel n’en est pas diminué: “le monde perceptible - n’étant, en quelque sorte, que la face sensible de brahman - est avec lui coexistant et coïnfini” (Senart)
     

  2. - OM è il mantra di Brahman, l'Assoluto.
    Per la metafisica Vedanta tra il nome e l'oggetto designato con tale nome intercorre una precisa e non arbitraria relazione. Con le scoperte scientifiche moderne se ne può comprendere l'immenso valore e la profonda portata.
    Ogni forma-oggetto non è altro che una combinazione di vibrazioni elettromagnetiche e queste vibrazioni devono avere necessariamente una precisa colorazione e un peculiare suono; cosi ogni stato vibratorio è nello stesso tempo colore e suono. >br> L'atomo è un ritmo di luce e di suono; conoscere l'intima combinazione vibratoria delle forme significa comprenderne l'armonica struttura; si può dire, la loro car- ta d'identità, il loro nome.
    Verbo è suono e il Verbo di Brahman è AUM. OM (come si pronuncia) è il suono di potere per eccellenza e saperlo risonare significa entrare in perfetta sintonizzazione con Brahman.
    Quello: si riferisce alla Realtà assoluta, al Brahman senza secondo, il quale è al di là del tempo-spazio-causalità. La sua incondizionatezza non è minimamente toccata dal mondo dei nomi e delle forme che rappresentano solo semplici modificazioni, ombre sullo schermo inqualificato.
    «Lo Spirito supremo non nasce e non muore.
    Non viene da nessun luogo,
    Non dà nascita a nessun essere.
    Senza nascita, permanente, eterno, antico, non è ucciso se il corpo viene ucciso ».
    (Katha-up. II, 18)
    Brahman, per la sua intrinseca natura, rimane sempre Pienezza e Pace Profonda, condizioni del Vero Essere, che non nasce e non muore.
    « Di ciò che non esiste non si dà venire all'essere,
    dell'essere non vi è cessazione di esistenza.
    Questa verità ultima è stata svelata da coloro
    che hanno visto l'essenza delle cose ».
    (Bhagavad-Gītā II, 16. Commento di Raphael. Āśram Vidya).
    Śamkara nel suo commento sottolinea:
    «Il non-esistente è ciò che non è, come il freddo e il caldo e le loro cause ...
    Il freddo e il caldo e le loro cause, benché siano percepiti, non nascono all'esistenza sostanzialmente reale [nel senso di uscir fuori, trovarsi nella loro indipendenza], perché sono semplici modificazioni e tutte le modificazioni sono transitorie.
    Come la forma di un vaso, quantunque percepita, si dimostra, in ultima analisi, irreale perché non può essere appresa senza l'argilla, cosi tutte le modificazioni non possono essere apprese se la loro causa è irreale; e anche perché non si percepisce alcun effetto - vaso, ecc. - prima della sua produzione e dopo la sua distruzione, e parallelamente le cause - in questo caso l'argilla - non possono essere apprese se le loro proprie cause sono altresi irreali. .. ».
    Brahman è Pienezza perché non dipende da alcuna modificazione, né questa ha una sua sostanziale realtà contrapposta a Quello.
    La coscienza individuale che comprende se stessa come Pienezza assoluta non potrà più modificarsi, né identificarsi a ciò che non è.
    Questo: si riferisce a ciò che chiamiamo mondo manifesto caratterizzato dalle sei qualità: emergenza, esistenza empirica, crescita, maturità, malattia o declino
    e morte (naturalmente considerate dal punto di vista empirico).
    Tale mondo non è Reale (Assoluto). L'universo è semplicemente una modificazione del Mahat cosmico che, a sua volta, è un riflesso di Brahman. Sullo schermo dell'infinito appaiono dei chiaro-scuri le cui immagini rappresentano Questo, il manifesto o l'apparenza fenomenica. Non è pura illusione o allucinazione, come non è illusione o allucinazione il sogno notturno del dormiente; è solo quando lo confrontiamo con l'Incondizionato che diventa privo di qualunque valore. (Raphaël 1974)