ṛgveda X, 97



ṛṣi: bhiṣaj ātharvaṇa, 23 versi, metro anuṣṭubh

traduzione: Eugenia De Luca

yā oṣadhīḥ pūrvā jātā devebhyastriyugam purā |
manai nu babhrūṇāmaham śataṃ dhāmāni sapta ca ||1||


śataṃ vo amba dhāmāni sahasram uta vo ruhaḥ |
adhā śatakratvo yūyam imam me agadaṃ kṛta ||2||


oṣadhīḥ prati modadhvam puṣpavatīḥ prasūvarīḥ |
aśvāḥ iva sa jitvarīr vīrudhaḥ pārayiṣṇuvaḥ ||3||


oṣadhīr iti mātaras tad vo devīr upa bruve |
saneyam aśvaṃ gāṃ vāsa ātmānaṃ tava pūruṣa ||4||


aśvatthe vo niṣadanam parṇe vo vasatiṣ kṛtā |
gobhāja it kilāsatha yat sanavatha pūruṣam ||5||


yatrauṣadhīḥ samagmata rājānaḥ samitāv iva |
vipraḥ sa ucyate bhiṣag rakṣohāmīvacātanaḥ ||6||


aśvāvatīṃ somāvatīm ūrjayantīm udojasam |
āvitsi sarvā oṣadhīḥ asmai ariṣṭatātaye||7||


ucchuṣmā oṣadhīnāṃ gāvo goṣṭhād iverate |
dhanaṃ saniṣyantīnām ātmānaṃ tava pūruṣa||8||


iṣkṛtir nāma vo mātātho yūyaṃ stha niṣkṛtīḥ |
sīrāḥ patatriṇī sthana yad āmayati niṣkṛtha||9||



ati viśvāḥ pariṣṭhā stena iva vrajam akramuḥ |
oṣadhīḥ prācucyavur yat kiṃ ca tanvo rapaḥ ||10||


yad imā vājayann aham oṣadhīr hasta ādadhe |
ātmā yakṣmasya naśyati purā jīvagṛbho yathā ||11||


yasyauṣadhīḥ prasarpathāṅgam aṅgam paruṣ paruḥ |
tato yakṣmaṃ vi bādhadhva ugro madhyamaśīr iva ||12||


sākam yakṣma pra-pata cāṣeṇa kikidīvinā |
sākaṃ vātasya dhrājyā sākam naśya nihākayā ||13||


anyā vo anyāmavatvanyānyasyā upāvata |
tāḥ sarvāḥ saṃvidānā idam me prāvatā vacaḥ ||14||


yāḥ phalinīryā aphalā apuṣpā yāśca puṣpiṇīḥ |
bṛhaspatiprasūtāstā no muñcantvaṃhasaḥ ||15||


muñcantu mā śapathyādatho varuṇyāduta |
atho yamasya paḍbīśātsarvasmāddevakilbiṣāt ||16||


avapatantīravadandiva oṣadhayaspari |
yaṃ jīvamaśnavāmahai na sa riṣyāti pūruṣaḥ ||17||

yā oṣadhīḥ somarājñīrbahvīḥ śatavicakṣaṇāḥ |
tāsāṃ tvamasyuttamāram kāmāya śam hṛde ||18||

yā oṣadhīḥ somarājñīrviṣṭhitāḥ pṛthivīmanu |
bṛhaspatiprasūtā asyai saṃ datta vīryam ||19||

mā vo riṣatkhanitā yasmai cāhaṃ khanāmi vaḥ |
dvipaccatuṣpadasmākaṃ sarvamastvanāturam ||20||


yāścedamupaśṛṇvanti yāśca dūram parāgatāḥ |
sarvāḥ saṃgatya vīrudho’syai saṃ datta vīryam ||21||


oṣadhayaḥ saṃ vadante somena saha rājñā |
yasmai kṛṇoti brāhmaṇastaṃ rājanpārayāmasi ||22||


tvamuttamāsyoṣadhe tava vṛkṣā upastayaḥ |
upastirastu so’smākaṃ yo asmām̐ abhidāsati ||23||

Le piante che sono nate tempo addietro tre ere prima degli dei.
Io dichiarerò adesso le cento forme e sette delle (piante, erbe, rampicanti) marrone scuro. |1|

O madre, cento sono le vostre forme e mille i vostri germogli.
O voi dai cento poteri, concedetemi dunque di rendere costui libero dalle malattie – voc. |2|

Rallegratevi in presenza delle piante fiorite e fruttuose (ricche di germogli, di giovani getti).
Come cavalle vittoriose, le piante conducono al successo. |3|

Piante, o madri divine, così chiamandovi con questo (nome), o dee.
Che io possa ottenere cavallo, vacca, veste e la tua essenza, o uomo.|4|

Nel fico sacro la vostra sede, nella Butea Frondosa (è ) fatta la vostra dimora.
Sarete vincitrici di bestiame/guadagnerete bestiame se concederete a quest’uomo (la salute). |5|

Dove le piante si riuniscono come i Re nel consiglio,
(lì) il sacerdote che uccide i rākṣasa, che conduce via la malattia è chiamato/designato medico |6|

La ricca di cavalli, la ricca di soma, la rinforzante, la straordinariamente potente (fa riferimento a tre piante),
Tutte le erbe ho trovato a costui per la sua salvezza |7|

Le virtù delle erbe prorompono come i bovini dalla stalla
Desiderose di ottenere una ricompensa (che devono ottenere una ricompensa), il tuo spirito, o uomo |8|

Vostra madre di nome (fà) guarigione perciò voi siete rimozione (della malattia)
Siete (come) aratri alati (dotati di vomere), eliminate ciò che causa la malattia |9|

Sono passate oltre tutti gli ostacoli come un ladro (oltrepassa) la recinzione dell’ovile
Le piante hanno rimosso qualunque malattia dal corpo |10|

Quando io, desideroso di vittoria, prendo in mano queste piante.
Lo spirito della malattia fugge come (se fuggisse) prima che lo si prenda vivo |11|

O erbe, vi diffondete di membra in membra, di giuntura in giuntura di/da colui il quale
Da lì scacciate la malattia come un potente che sta nel mezzo (richiamo figurativo ad indra?) |12|

Aiutatevi l’un l’altra, abbiate cura una dell’altra
Tutte d’accordo soccorrete/venite in aiuto di questa mia parola. |13|

O malattia, vola via insieme al picchio blu e alla ghiandaia blu
Svanisci insieme alla folata di vento e alla tempesta |14|

Le provviste di frutti, quelle senza frutti, le senza fiori e quelle provviste di fiori
Queste, stimolate da Bṛhaspati, ci liberino dall’angoscia |15|

Mi liberino dalla piaga che dipende dalla maledizione e allo stesso modo da (ciò) che proviene da varuṇa
Allo stesso modo (mi liberino) dalla catena di Yama e da ogni offesa verso gli Dei |16|

Le numerose piante dalle cento forme che hanno per Re soma,
Di quelle tu sei la migliore, pronta al desiderio, piacevole al cuore |17|

Volando giù dal cielo le piante dissero:
“L’uomo che noi raggiungeremo vivo non soffrirà” |18|

Le piante che hanno soma per Re sparse sulla/ lungo la terra,
Stimolate da bṛhaspati, conferite tutta la forza a questa (qui) |19|

Non fate del male al vostro scavatore e a colui per il quale vi scavo,
Il bipede, il quadrupede (che appartiene) a noi, sia tutto senza sofferenza |20|

Quelle che ascoltano questo (discorso/parola) e quelle che sono andate lontano,
Tutte riunite, o piante, conferite tutta la forza a questa |21|

Le piante si accordano con il “soma” sovrano e dicono ,
“O sovrano, salviamo colui per il quale il bramhano effettua il sacrificio” |22|

Tu sei la migliore, o erba, gli alberi sono tuoi subordinati,
Lascia che sia nostro subordinato colui che ci tratta come nemici |23|